La kinesiologia

di | Marzo 15, 2019
La kinesologia
La kinesologia è una tecnica diagnostica e terapeutica

Ideata negli anni Sessanta dal chiropratico ameri­cano George Goodheart, la kinesiologia o chinesiologia (dal greco, “studio del movimento”) è una tecnica diagnostica e terapeutica che permette di ricavare informazioni sullo stato di salute dell’individuo e sui suoi even­tuali squilibri energetici utilizzando semplici test muscolari.

Esercitando una leggera pressione delle dita sui muscoli del paziente, il terapeuta ne valuta la qualità di risposta o resistenza, cioè la maggiore o minore forza energetica, che varia in presenza di patologie o disfunzio­ni degli organi interni.

A livello diagnostico questo metodo per­mette di ottenere preziose indicazioni sullo stato di salute gene­rale della persona, sulle cause di numerosi disturbi psicofisici, di allergie e intolleranze alimentari; consente inoltre di scegliere i farmaci o i rimedi omeopatici o fitoterapici più adatti al pazien­te, testandoli prima della prescrizione.

A livello terapeutico, con l’utilizzo delle tecniche di manipolazione manuale permette di correggere tensioni muscolari e disfunzioni organiche.La kinesiologia ha conosciuto una rapida diffusione in tutto il mondo ed è attualmente utilizzata da medici, odontoiatri, chiro­pratici, osteopati e ortopedici di numerosi paesi.

Le origini della kinesiologia

George Goodheart, medico chiropratico statunitense, all’ini­zio degli anni Sessanta condusse parecchie ricerche sulle corre­lazioni tra muscoli e organi interni e svolse i primi esperimenti sull’applicazione di alcune tecniche di rafforzamento muscola­re; egli formulò vari schemi attraverso i quali, a partire dalla reattività e dalla forza di alcuni muscoli, si potevano identifica­re diversi tipi di disturbi o patologie (“Riza Scienze” n.° 96). Goodheart espose in diversi congressi medici le sue teorie, che suscitarono un notevole interesse, tanto che il metodo fu poi insegnato e diffuso tramite seminari in tutti gli Stati Uniti.
Successive ricerche hanno sviluppato e perfezionato il meto­do originario, ampliando le sue applicazioni. Negli ultimi vent’anni il medico chiropratico John Thie, collega e seguace di Goodheart, ne ha rielaborato e sintetizzato le tecniche kinesiologiche in un metodo ormai famoso chiamato “Touch for health” (II tocco della salute).

I principi teorici

La kinesiologia si basa sul concetto fondamentale che l’esse­re umano è un sistema globale, integrato e inscindibile in singo­le parti; la salute corrisponde a uno stato di armonia generale di tutte le componenti somatiche, psicologiche e spirituali dell’uo­mo.

Secondo Goodheart, ogni volta che interviene una modifi­cazione, a livello biochimico o emozionale, ad alterare questo delicato equilibrio (per esempio una malattia, un trauma o uno stato di stress), l’organismo risponde anche con una variazione del tono muscolare.

I muscoli sono infatti considerati come strettamente correlati con gli organi interni e il kinesiologo, effettuando test specifici di forza e reattività muscolare, è in grado di rilevare la presenza di patologie o disfunzioni degli organi interni.Sulla base del principio secondo il quale a ogni muscolo ne corrisponde un altro antagonista che svolge la funzione opposta (per esempio agli estensori si contrappongono i flessori), la kinesiologia ha introdotto il concetto fondamentale che in pre­senza di un muscolo troppo contratto la disfunzione va sempre ricercata nel muscolo antagonista che si è indebolito.

Qualunque squilibrio psicofisico tende in sostanza a causare un indeboli­mento muscolare, che provoca a sua volta la contrazione di un altro muscolo; dopo aver individuato quelli indeboliti il terapeu­ta, secondo la corrispondenza muscoli-organi interni, cerca di risalire alle cause che hanno determinato l’insorgere della pato­logia, intervenendo poi con adeguate manovre correttive che dovrebbero aiutare l’organismo a ripristinare il suo stato di equi­librio naturale.

Il triangolo della salute

Goodheart ha posto come base della kinesiologia un impor­tante principio della chiropratica, il cosiddetto Triangolo della salute, secondo il quale il benessere dell’organismo dipende essenzialmente dall’equilibrio di tre fattori essenziali: la struttu­ra anatomica, l’attività biochimica e la situazione psichica.

In condizioni ottimali questi aspetti possono essere rappresentati come i lati di un triangolo equilatero: la base corrisponde alla struttura fisica (ossa, muscoli, tendini e così via); un lato com­prende tutti gli aspetti biochimici, come l’attività metabolica, la funzione ormonale o enzimatica, il funzionamento degli organi interni; il terzo lato corrisponde all’atteggiamento mentale e al coinvolgimento psichico ed emotivo.

Poiché le varie attività del corpo umano sono strettamente correlate e in grado di influen­zarsi a vicenda, questi tre lati sono in costante comunicazione tra loro: se un disturbo colpisce un lato del Triangolo della salute, ne verranno inevitabilmente coinvolti anche gli altri due.

Un esempio comune può essere rappresentato da un’infiammazione intestinale (aspetto biochimico), che può provocare un irrigidi­mento della muscolatura addominale e in seguito dolori postu-rali (aspetto strutturale) con conseguenze di stress e irritabilità (aspetto mentale): in questo caso, per curare definitivamente i problemi di tensione psichica e di dolori articolari, sarà neces­sario risalire ai problemi intestinali che li hanno causati.

Lo scopo dei test kinesiologici è considerato proprio quello di scoprire, attraverso la reattività muscolare, l’origine – struttura­le, biochimica o mentale – dei problemi organici.

Le correlazioni organi-muscoli

La kinesiologia ha introdotto l’interessante principio di corri­spondenza tra muscoli e organi, secondo il quale ogni organo corporeo sarebbe in relazione con uno o più muscoli; se l’orga­no funziona normalmente, risulterà normale anche il tono del muscolo a esso correlato, mentre una funzione organica indebo­lita provocherà sempre un indebolimento del tono muscolare.

Di conseguenza, valutando la condizione dei muscoli, risulta possi­bile effettuare un controllo generale dello stato degli organi interni e quindi dello stato di salute globale di un individuo; si tratta di un check-up diagnostico e specialmente preventivo, in grado di evidenziare squilibri funzionali anche molto lievi, spes­so non ancora rilevabili ai comuni esami di laboratorio, sui quali è possibile intervenire prima che insorgano malattie specifiche.

La kinesiologia viene applicata anche in campo odontoiatrico per la sua utilità nell’evidenziare i rapporti, spesso insospettabi­li, tra occlusione dentale e patologie organiche.

La tecnica kinesiologica

Come si è visto, la tecnica di diagnosi kinesiologica si basa su test che devono valutare il tono della muscolatura per ricercarne eventuali debolezze.
Di solito il paziente non avverte mai diret­tamente questo deficit, ma può invece riferire vari sintomi orga­nici (digestivi, respiratori, articolari, psicologici e così via).


Per riuscire a valutare con esattezza lo stato di reattività muscolare, il kinesiologo deve possedere naturalmente ottime conoscenze di anatomia e avere sviluppato una riconosciuta sensibilità grazie a una lunga esperienza pratica.

Il test viene eseguito esercitando pressioni di varia intensità sui muscoli posti lungo i meridiani dell’agopuntura e associati alle funzioni vitali dei vari organi del corpo; le pressioni non sono dolorose e la loro intensità deve essere sempre adattata alla corporatura del paziente.

Oltre ai test diagnostici esistono specifiche tecniche di tratta­mento o correzione terapeutica, che in kinesiologia prendono il nome di bilanciamento: tali correzioni servono a rafforzare i muscoli indeboliti e a ripristinare la circolazione dell’energia vita­le del paziente, favorendone l’autoguarigione.

Tra le più comuni tecniche di bilanciamento vi sono manipolazioni articolari, tocco di punti riflessi, tecniche di visualizzazione e rilassamento, stimo­lazioni manuali su punti di agopressione e meridiani della medi­cina cinese, oppure su parti specifiche di alcuni muscoli.

Come si svolge una seduta di kinesiologia

Dopo un colloquio iniziale per conoscere i problemi del paziente e la sua situazione personale e ambientale, il kinesiologo procede a una valutazione della postura, che permette di individuare gli squilibri scheletrici, i muscoli indeboliti (e quindi gli organi a essi correlati) e lo stato emotivo e mentale del soggetto, dal momento che ogni tensione e deviazione posturale presuppone una specifica corrispondenza con un atteggiamento emotivo.

Vengono poi effettuati vari test per valutare lo stato energeti­co del paziente, che comprendono un controllo dei livelli di coordinazione degli occhi, delle orecchie, di movimenti di tutto il corpo, della condizione emotiva, delle intolleranze alimentari e ambientali, della circolazione linfatica, dei punti riflessi endo-crini e organici, dello stato di muscoli e articolazioni, più altri ancora; si passa quindi alla fase di trattamento, il cosiddetto “bilanciamento”.

Le sedute iniziali si possono protrarre per circa un’ora e mezza, mentre le successive durano da trenta a sessanta minuti.I trattamenti si svolgono generalmente una volta alla settimana (due volte nei casi acuti); dopo le prime 4 o 5 sedute si può pas­sare a un incontro ogni due settimane. Di solito il numero di trat­tamenti (che varia in relazione al problema individuale) va da un minimo di 3 a un massimo di 10-12.

I benefici della kinesiologia

Se praticata da un terapeuta esperto, la kinesiologia può rive­larsi un metodo diagnostico molto preciso, in grado di indivi­duare in tempi relativamente rapidi il tipo di trattamento che meglio si adatta al paziente; risulta inoltre possibile controllare il decorso stesso della terapia tramite successivi test, che consen­tono anche di scegliere i rimedi e i dosaggi più idonei man mano che si manifestano cambiamenti nelle condizioni organiche.

La kinesiologia non si fecalizza su sintomi specifici, ma si propone di rilevare e correggere squilibri in tutto l’organismo, ripristinando la naturale forza di autoguarigione presente in ogni essere umano. Gli effetti principali si ottengono su problemi articolari di vario tipo (artrosi, stiramenti, distorsioni, traumi sportivi, cervicalgie, lombosciatalgie), emicranie e cefalee, allergie alimentari, disturbi dermatologici, problemi di appren­dimento (concentrazione, memoria, coordinazione motoria), disturbi ansiosi, problemi psicosomatici.

Esiste poi uno specifico approccio kinesiologico, il cosiddet­to Brain Gym (ginnastica per il cervello), sviluppato per aiutare i bambini che soffrono di dislessia e mirato a favorire la capa­cità di concentrazione, di lettura e scrittura, la memoria, l’intui­to; particolari esercizi vengono utilizzati per migliorare il senso di equilibrio e di coordinamento e per favorire il rilassamento.

La validità del sistema kinesiologico

Secondo Stegagno (“Riza Scienze” n.° 96) i presupposti dia­gnostici della kinesiologia sono molto interessanti, ma le appli­cazioni del metodo vanno per ora considerate come campo sperimentale, poiché la prova scientifica dei riflessi esistenti tra muscoli, organi, ghiandole, articolazioni e psiche deve ancora trovare un riscontro in ambienti e organi di ricerca che possano convalidarne la validità in modo incontestabile.

In ogni caso, il metodo è attualmente molto diffuso, special­mente negli Stati Uniti, dove viene praticato anche in numerosi ospedali.Come avviene per tante tecniche e terapie non convenziona­li, anche nel campo della kinesiologia non esiste un organismo ufficiale che possa certificare la reale preparazione professiona­le del terapeuta.

Poiché nell’ambito di questa disciplina si assi­ste attualmente alla proliferazione di corsi di formazione-lampo che sfornano “kinesiologi” privi di alcuna autentica preparazio­ne, appare di fondamentale importanza affidarsi a specialisti di certificata professionalità, preferibilmente medici o diplomati presso una seria scuola di formazione.