La cipolla

di | Marzo 15, 2019

La cipolla è altamente positiva e salutare per il nostro organi­smo, come lo dimostrano le popolazioni caucasiche, la cui alimentazione è basata sulla cipolla, per loro, ingrediente alimentare indispensabile e costante. In queste regioni, infatti, vive la massima percentuale di centenari, i quali, oltretutto, non soffrono di reumatismi e conservano un’e­nergia e un aspetto certamente non consoni alla loro età. Azione preventiva e antisenile della cipolla? Per molti Autori, la risposta è affermativa.

“La cipolla è un agente di salute e di longevità”.
L’origine etimologica del suo nome latino è celtica: «allium», infatti, de­riva dal celtico «al» che significa «bruciante», come brucianti sono i vapori che, esalando dal suo bulbo, «bruciano» gli occhi.


La cipolla appartiene alla famiglia delle Liliacee e si diversifica in circa 500 specie che differiscono, fra loro, sia per la forma del bulbo che per il colore delle squame: tutte le varietà sono commestibili e hanno doti terapeutiche e cosmetiche.

La cipolla è una pianta erbacea, biennale che, in condizioni ottimali, può diventare pe­renne. La parte sotterranea è costituita da un bulbo formato da numerose squame carnose e concentriche, coperte da una membrana sotti­le e translucida e di colore differente, a secon­da della varietà (bianco, giallino, ramato e vio­laceo). Questi strati concentrici si inseriscono, inferiormente, su un dischetto (il girello), il quale, nella sua parte inferiore, porta le radici della pianta.

Fitograficamente, si deve precisare che il girello è il fusto, mentre le squame sono la parte inferiore delle foglie vecchie, ingrossate e trasformate in un particolare organomagazzeno, ove si accumulano i materiali di riserva.
Dalla parte superiore del bulbo spuntano le foglie cilindriche, sistemate a rosetta, cioè, riunite a circolo, alla base della pianta.

Dal centro di questa rosetta fogliare, sorge lo scapo floreale (ramo che funge da fusto) cilindrico, con base leggermente ingrossata. I piccoli fiori, numerosi ed ermafroditi, sono riuniti a formare grosse infiorescenze a ombrella globosa, dal colore biancoverdognolo o porporino.

La loro fioritura avviene in giugno e luglio. Il frutto è una capsula membranosa a tre lobi.

La parte della pianta usata nell’alimentazione e in fitoterapia è il bulbo, perché è proprio nel bulbo che si trovano i seguenti validi principi attivi della cipolla:
acido protocatechico e il catecolo (sostanze antibatteriche), acido fosforico e acetico, composti solforosi, diastasi e ossidasi, disolfuro di aliile e di propi­le, flavonoidi, glucidi, lipidi, oligolementi, protidi, sali minerali, come ferro, iodio, fosforo, nitrati, potassio, sodio, zolfo; tioproprionaldeide (sostanza che provoca il bruciore agli occhi), vitamine A, Bl, B2, B5, C, PP e, infine, un importante olio essenziale ricco di bisolfuroallilpropilico e altri composti solforosi, che gli conferiscono un’azione disinfettante e antiparassitaria anche contro funghi, muffe e parassiti vegetali, in genere.

Certi Principi Attivi, come le essenze solforate (disinfettanti e stimolatrici delle funzioni renali) e gli enzimi diastasi e ossidasi, sono termolabili e, pertanto, possono agire, terapeuticamente, solo se la cipolla è consumata cruda o cotta a fuoco molto lento. Per contro, molti Autori sosten­gono che la cottura provoca anche altre interessanti e positive trasformazioni.

Grazie alla ricchezza e alla molteplicità dei Principi Attivi della cipolla, l’azione curativa della cipolla si estende a largo raggio e influenza molti settori tera­peutici, riguardanti sia le parti interne che le esterne dell’organismo.

Molte ricerche e molte sperimentazioni sono state compiute per verificare la veridicità della tradizione popolare che, grazie ai vari successi ottenuti, attribuiva alla cipolla la capacità di abbassare la pressione sanguigna, negli ipertesi. Una valida conferma positiva, a tale riguardo, venne dal reparto farmacologi­co dell’Istituto medico di Khartov (Unione Sovietica).

Nel 1980, i ricercatori americani scoprirono e isolarono, dai preparati di cipolla, la prima PGA1 (prostaglandina) vegetale e ne sperimentarono l’azione sui ratti; il risultato fu stupefacente: si registrò una caduta della pressione arteriosa nelle cavie, dopo una sola iniezione di un milligrammo di prostaglandi­na: fu la prima conferma ufficiale che la medi­cina erboristica popolare, a questo proposito, era nel giusto.

La potente azione diuretica della cipolla e la sua capacità di dilatare i vasi sanguigni sono, come dimostrato, determinanti per le sue funzioni ipotensive e di difesa dei vasi sanguigni stessi.
Importante è anche sapere che l’uso continuato della cipolla previene certe altera­zioni dell’apparato circolatorio e alcune affezioni cardiache.

I ricercatori dell’Università di Newcastle, avendo scoperto che i veterinari francesi curavano con aglio e cipolla i cavalli colpiti da embolia, fecero esperimenti e studi su questo tipo di cura e, alla fine, ne confermarono la validità.

Inoltre, fatto importantissimo, gli inglesi, annunciarono che, in seguito a dette verifiche, avevano scoperto che la cipolla è anche un buon cardiotonico e un forte e valido anticoagulante che agisce contro la trombosi delle coronarie.

Valide e ben note sono pure la già ac­cennata capacità diuretica e quella depurati­va della cipolla; i ricercatori hanno dimostrato che, con l’assunzione alimentare del bulbo o dei suoi preparati, si possono debel­lare i reumatismi ed eliminare l’acido urico.

Persino le bucce bollite del bulbo hanno proprietà antireumatiche. Da tempo, si sape­va che una cura ben equilibrata di cipolla ha un’azione ipoglicemizzante, abbassa, cioè, la glicemia nei diabetici: recenti studi, in seguito, hanno confermato tale certezza, dimostrando che l’assunzione di questo vegetale riduce del 45% il fabbisogno dell’insulina, negli ammalati di diabete.

Esperimenti su volontari, eseguiti presso l’Università di Poona, in India, hanno dimostrato che il colesterolo e i trigliceridi presentavano valori molto bassi, nei consumatori di cipolle, ri­spetto a quelli di altri volontari dal consumo normale di detto vegetale.

Il succo del bulbo è emolliente, espettorante, antisettico, specie nelle infezioni intestinali, cura la stitichezza, regola il metabolismo, specie quello dei grassi e dello zucchero.