Lo Yoga

di | Marzo 15, 2019
Yoga
Lo yoga come filosofia di vita

La parola Yoga deriva dalla radice verbale yuj,che significa ‘soggiogare’ ma anche ‘congiungere, unire’. Lo Yoga indica infatti un metodo e una disciplina per il dominio di sensi e mente, considerato non come fine a sé stesso ma quale presupposto indispensabile per la reintegrazione del sé, atman, nella sua vera essenza: la Realtà spirituale, e per il suo ricongiungimento con il Purusha supremo, Dio, Ishvara.

Lo Yoga rappresenta la più antica scuola di psicologia conosciuta dal genere umano, le cui analisi sulla natura e sulle funzioni psichiche e sui differenti stati di coscienza hanno raggiunto livelli di compiutezza e scientificità talmente avanzati da essere tutt’oggi considerati di grande valore.
Questo sistema di pensiero classico indiano (Darshan), spiega le più sottili dinamiche mentali e propone terapie efficaci, sperimentate con successo nel corso dei millenni, per la cura dei vari disturbi della personalità.

La prima operazione da compiersi consiste nella destrutturazione dei condizionamenti e necessita di una disciplina sadhana attraverso cui fornire alla mente solo impressioni vere e benefiche, proteggendola nel contempo da quelle errate e nocive. Sono infatti le impressioni negative archiviate nella mente profonda e inconscia, la causa prima di tutti i condizionamenti e disturbi della personalità, che a loro volta generano errori di comportamento con conseguenti squilibri e malattie psicofisiche.

La filosofia, la psicologia e la disciplina dello Yoga sono in grado di apportare un miglioramento consistente su tutti i piani antropologici, anche se praticarle unicamente a questo scopo sarebbe riduttivo, poiché il beneficio ultimo che esse permettono di raggiungere è ben più elevato e duraturo, inerente alla dimensione profonda dell’essere, quella di natura spirituale.La tradizione dello Yoga fornisce infatti strumenti utili a modellare la vita, in maniera che l’individuo possa attrezzarsi per combattere la solitudine, la paura ed il dolore, in quella che comunemente è chiamata “lotta per l’esistenza”.

L’Occidente ha sviluppato un sapere principalmente orientato all’esterno, rivolto verso l’oggetto; la funzione estrovertita della mente domina quasi assoluta su quella introvertita, trascurando che entrambe sono modalità paritarie di operatività psichica e dovrebbero essere, secondo la psicologia indovedica, perfettamente equilibrate per portare il soggetto verso una consapevolezza globale, profonda, al di sopra delle suggestioni del mondo esterno che non di rado provocano difetti o errori di percezione.

Spesso lungo il corso della vita si creano situazioni e presupposti che distolgono l’individuo dal capire lo scopo, la vera ragione dell’esistenza, il perché di questo evolvere dalla nascita alla vecchiaia ed infine alla morte.Presenteremo i concetti fondamentali della scienza dello Yoga,in modo da poter scorgere un orizzonte di senso in cui tracciare le coordinate della nostra vita.
Questo sapere è propedeutico ad uno studio approfondito teso a capire i “misteri” dell’uomo e dell’esistenza.

Per avvicinare e comprendere gli insegnamenti dello Yoga è essenziale predisporsi in maniera adeguata, sforzandosi prima di tutto di non farsi condizionare da pregiudizi. Occorre svincolarsi dalla proprie griglie mentali, acquisendo un sano distacco emotivo dai giudizi a priori, per non precludersi l’accesso a nuove prospettive di visione che possono arricchire la propria concezione del mondo.

Ciò ovviamente non è facile, dato che sovrastrutture psichiche, per lo più inconsciamente, condizionano la nostra capacità di percezione e di valutazione, ma con la volontà, la concentrazione e l’impegno sarà possibile. La qualità della vita s’innalzerà progressivamente in proporzione a quanto ciascuno riuscirà a comprendere ed ancor più ad applicare valori e concetti elevati su sé stesso e nella propria realtà quotidiana.

I risultati di una pratica seria e costante dello Yoga sono tangibili e sostanziali: ciò che preoccupa ed affligge una persona, bloccandole la respirazione, la circolazione, disturbandole il sonno e mettendola in ansietà, potrà essere guardato con un sorriso e superato senza ricorrere a quei disastri farmaceutici che sono gli ansiolitici e gli psicofarmaci.Secondo la scienza ayurvedica, il corpo è il miglior farmacista di sé stesso, a condizione che si coltivi il sapere e il distacco (jnana e vairagyà).

Posto in condizioni idonee, il corpo è in grado di produrre i “farmaci” di cui ha bisogno, di somministrarseli tempestivamente e di eliminarli subito dopo l’effetto.
Quando invece, a causa di una mentalità scorretta, pretendiamo da esso prestazioni per le quali non è stato progettato, non solo riduciamo drasticamente la sua capacità di autoguarigione ma, tenendolo continuamente in tensione, lo condizioniamo a sviluppare nuove malattie, psichiche e fisiche.

Se si è ansiosi, inappagati, nervosi, diffondiamo attorno a noi, pian piano, il nostro mal di vivere e gli altri, anche inconsapevolmente, cominciano a reagire con le stesse modalità; da qui conflitti, tensioni, discordie, dolori e conseguenze costose non solo dal punto di vista pecuniario, ma anche della salute. Corpo e mente rappresentano due universi paralleli che si muovono in consonanza.

L’essere spirituale (atman) ha la capacità di dominarli e di gestirli entrambi attraverso una disciplina spirituale (sadhana) applicata con costanza (abhyasa), rigorosa coerenza (tapas) ed entusiasmo (uttsavah), disciplina che può ripristinare nell’individuo l’equilibrio e la capacità di percepire l’Assoluto.La letteratura tradizionale antico indiana contiene insegnamenti di alta filosofia e di psicologia, ma principalmente insegna l’arte del buon vivere: come imparare a stare al mondo e come porsi nei confronti del creato e delle creature in maniera corretta ed armonica, in modo da prendere e dare il meglio.

In questo consiste la vera ecologia. I saggi indiani, i rishi, l’hanno riassunta in una parola: Yoga. Purtroppo questo termine è oggi alquanto bistrattato, mal utilizzato, mal compreso e spesso anche mal spiegato.

L’essenza della vita consiste nel rapporto tra l’essere, la mente e l’intelligenza individuale e l’Essere, la Mente e l’Intelligenza suprema; tra il corpo individuale ed il corpo supremo dell’Universo. In genere si hanno percezioni molto limitate: ognuno percepisce sé stesso, ma ben difficilmente riesce a capire le emozioni, gli stati d’animo o le sensazioni altrui. E’ come se la percezione fosse racchiusa, per così dire, nel contenitore “corpo”.

Ogni corpo riceve e trasmette emozioni, suggestioni, sensazioni, ciascuno con un proprio codice di percezione: possiamo perciò dire con certezza che non esistono individui identici; neanche due gemelli monozigoti, poiché anch’essi possiedono gusti e carattere peculiari.
La persona, finché è racchiusa, confinata, imprigionata nel guscio nell’ego (abamkara), non riesce a vivere bene né con sé stesso né con gli altri, perché necessita di contatti autentici e profondi con il prossimo.

L’uomo è un essere sociale che può accrescere la qualità della propria vita nella misura in cui riesce a comunicare e ad armonizzarsi con la realtà e con chi lo circonda.
Lo Yoga guida alla reintegrazione del sé con gli altri e con le energie cosmiche che regolano e mantengono ogni cosa nell’universo e che sono potenze emananti dall’Intelligenza divina. Ciascun essere vivente dipende totalmente da quest’ultima; la mente, l’intelligenza e l’anima individuale sono frammenti della Mente, dell’Intelligenza e dell’Anima cosmica; il corpo di un individuo è una minuscola parte del Corpo fisico cosmico.

I corpi che abbiamo sono dello stesso materiale di cui è fatto il cosmo: gli atomi che compongono le nostre cellule sono quelli che formano anche le montagne, gli oceani, i fiumi, l’aria. Questi stessi atomi fluiscono continuamente, andando a costituire differenti sostanze, organiche o inorganiche. Dunque le leggi che governano i grandi corpi celesti, governano anche il corpo di un’ameba, di un filo d’erba, di un insetto, di un uccello, di un anfibio o di un umano.

Queste premesse sono fondamentali: capire che non si può prescindere dalle leggi divine universali e che nessuno è separato dagli altri. Trattare il prossimo come noi stessi è dunque un principio etico fondamentale, che trova riscontro e piena efficacia su tutti i piani antropologici e scientifici.

Come già accennato, la scienza occidentale si è sviluppata soprattutto in termini positivisti: l’oggetto è diventato quasi l’intero scopo della ricerca. Studiare però l’oggetto trascurando il soggetto, da una prospettiva della realtà parziale e distorta, come del resto lo studio del soggetto senza l’oggetto finisce per fornire una visione incompleta della persona nella sua interezza.
Lo Yoga è scienza fisica e metafisica e va compreso come pratica di vita che ricongiunge questi due rami del sapere,traendo una sintesi che aiuta a sviluppare una comprensione compiuta di sè e del mondo.